sabato, 14 novembre 2009
H2O

Acqua sulla Luna? Quella sì che è l'acqua più leggera del mondo!
 
 
postato da: karagounis78 alle ore 17:44 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 10 novembre 2009
L'apprensione genera linee di pensiero senza vie d'uscita
postato da: karagounis78 alle ore 19:56 | Permalink | commenti
categoria:
lunedì, 09 novembre 2009
ἑρμηνεία

Mi pare che alcuni punti del mio pensiero non siano stati capiti bene o da me spiegati con chiarezza. Vorrei porvi rimedio. Estraggo dal sito Filosofico.net una chiara spiegazione del concetto "agire senza agire".

Tutte le cose esistono nel Tao e il Tao è presente in tutte le cose. Finché le cose avvengono naturalmente, tutto è armonico e nulla turba l'equilibrio cosmico. L'uomo, se vuole vivere felice, deve seguire il Tao senza ostacolarlo. In questo senso, egli non deve agire, nel senso che non deve modificare l'armonia dell'universo. Se lo fa, allora non è più in accordo col Tao. Il principio della inazione (wu wei) non indica quindi il rimanere ozioso, senza far nulla, ma è piuttosto basato sul riconoscimento che l'uomo non è la misura e la sorgente di tutte le cose, ma lo è soltanto il Tao. La vita è vissuta bene solo quando l'uomo è in completa armonia con tutto l'universo e la sua azione è l'azione dell'universo che fluisce attraverso di lui. Il bene non viene compiuto dall'azione spinta dai desideri, ma dalla inazione (wu wei) che è ispirata alla semplicità del Tao. "Il Tao in eterno non agisce eppure non c'è nulla che non sia fatto. Se chi governa si attenesse ai suoi principi, gli esseri si svilupperebbero da soli. Se durante questo sviluppo crescesse il desiderio, basterà risvegliare in essi l'originaria semplicità di quello che non ha nome. La semplicità del senza-nome genera l'assenza del desiderio; l'assenza del desiderio genera la serenità, così l'impero si consolida da solo" (TTC, 37).

Il problema riguarda dunque il modo in cui si dovrebbe agire. La risposta è che si dovrebbe agire adottando la semplice via del Tao, non imponendo i proprio desideri al mondo ma seguendo la natura stessa. L'uomo deve conoscere le leggi che regolano i mutamenti delle cose per confermarsi ad esse; conoscendo tali leggi, l'uomo si renderà conto che è vano perseguire un fine diverso, poiché ogni cosa segue il proprio sviluppo, la propria intima legge. L'uomo deve liberarsi da ogni pensiero, passione, interesse, desiderio particolare per ritornare alla semplicità di quando era bambino; egli deve fare solo ciò che è necessario e naturale. Vivere semplicemente vuol dire vivere una vita in cui è ignorato il profitto, lasciata da parte la scaltrezza, minimizzato l'egoismo, ridotti i desideri. Non bisogna cioè agire con artifici e deformazioni ma lasciare che le cose si compiano in modo spontaneo e naturale.


In questo testo si trovano sia gli estremi del mio errore sia il cammino da seguire per cercare di porvi rimedio. Non voglio evitare le critiche mossemi circa l'aver atteso troppo; è stata una sclta ragionata, fondata su quanto scritto sopra, di cui sono pronto ad assumermi le eventuali conseguenze.
Il mio carattere mi spinge ad agire solo dopo aver maturato la consapevolezza che la via da intraprendere è giusta e ha margini di successo. Tutte le volte che ho agito avventatamente, d'impulso, ho sempre fatto grossi sbagli. Dunque trovo logico attendere piuttosto che rischiare un "vaff". Ciò non vol dire che non tengo alla risoluzione del conflitto: se così fosse semplicemente non penserei a modus operandi alternativi.

Mettere fretta ad una riflessione, specie se importante o difficile, non giova sicuramente al risultato. Si dovrebbe agire non perchè spinti dala voglia di agire, ma perchè spinti da un equilibrio interiore ed esteriore.
postato da: karagounis78 alle ore 13:32 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 07 novembre 2009
enjoy_silence

Per un tranquillo week end di...
postato da: karagounis78 alle ore 14:51 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 04 novembre 2009
Pedalando

Leggo che il CNR di Mssina ha costruito un prototipo di bici a idrogeno, una bici elettrica alimentata da una cella combustibile ad idruri metallici.
Mi ero già posto la domanda, accantonandola dopo poco come inutile. Ma qual'è l'utilità di una bici elettrica? Il bello della bici è proprio nell'esercizio fisico che permette di fare, nella pedalata stessa. Se sono così pigro da non voler pedalare ci sono altri mezzi di trasporto: l'autobus, il motorino, il motorino elettrico. Cioè, rendere motorizzata la bicicletta vuol dire snaturarla, sarebbe come mettere una mcchina a pedali, stile Flinstone.
postato da: karagounis78 alle ore 22:10 | Permalink | commenti (2)
categoria:
martedì, 03 novembre 2009
L'impiccato

La notizia del giorno è troppo golosa per lasciarla passare sotto silenzio. La Corte europea per i diritti umani ha decretato che i crocifissi devono essere tolti dale scuole pubbliche. E giù al coro di indignazione e di protesta.
Finalmente viene dato spessore pratico ad un principio di laicità rimasto finora sulla carta. Ma la nostra politica fa muro e respinge a mittente. Altra occasione persa.

Per mio conto il crocefisso a scuola non è necessariamente il simbolo di una subdola dominazione cristiana. Io ci ho convissuto senza problemi e sono divenuto pseudo-ateo. E' che quei crocefissi fanno parte del mobilio scolastico dal giorno, per molti istituti molto indietro nel tempo, della loro inaugurazione. E in Italia è prassi comune rivestire di una certa sacralità, di un certo pomposo retaggio storico, ciò che è lì da molto tempo. E' la nostra cronica paura di cambiare. Se poi a ciò si aggiunge lo scontro fra religioni che non sappiamo gestire, ecco la frittatona. La laicità della scuola si vede da altre questioni, non ultima l'ora di religione cattolica, la quale sì che è di pura propaganda. Ho già proposto la sua sostituzione con un'ora di critica delle religioni.

Perciò ora esorto tutti gli studenti concordi con me a mettere sul banco un simbolo religioso differente dal crocefisso appeso al muro. Mettete sui vostri banchi un buddha, un corano, un tao, un qualsiasi dio greco, un altarino per venerare gli antenati, un dollaro per il dio denaro!

Certo, ma nemmeno sarebbe il caso di specificarlo, questa sentenza non deve dare lasciare intendere che ci stiamo piegando a 90° di fronte alla crescente pressione islamica. Qui viene difeso un principio generale che non discrimina o avvantaggia nessuno. Per questo sarebbe d'uopo che la stessa corte si pronunciasse anche sulla questione del velo in aula, su cui però sono dubbioso e non so esprimermi.
Per finire, anche l'argomentazione circa il ruolo storico svolto dal cristianesimo nella storia d'Europa mi sembra debole. Le differenti professioni dei paesi membri non ci uniscono più di quanto facciano le nazionali di calcio. L'identità europea che la Chiesa sbandiera è solo una fumosa concezione in cui la maggioranza dei cittadini non si riconosce, io per primo, almeno finché le istituzioni europee restano queste. E se vogliamo dirla tutta farei affondare le radici europee nell'Impero romano più che nella dottrina cristiana. Al limite, e non è campata in aria, in Napoleone, il primo europeista moderno.
postato da: karagounis78 alle ore 22:50 | Permalink | commenti (13)
categoria:
lunedì, 02 novembre 2009
Aforisma

Il primo è generico e penso si possa interpretare in due modi:
Alla fine ricorderemo non le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici.
Di fronte agli sbagli non ci sentiremmo feriti dalle critiche mosse dai detrattori, che potrebbero anche aver ragione seppur per principio li ignoriamo, ma dal silenzio, dalla mancanza di critica ragionata e costruttiva, di chi dovrebbe esserci vicino.

Il secondo è per concludere un discorso tra me e Paola:
Il tatto è la capacità di descrivere gli altri come loro stessi si vedono.
E se lo dice l'uomo dei 5$ chi siamo noi per contraddire?
postato da: karagounis78 alle ore 20:04 | Permalink | commenti (13)
categoria:
sabato, 31 ottobre 2009
Ordunque

Nessuno può togliermi dalla testa il pensiero che l'indiscriminato sfruttamento di risorse umane ed ambientali a cui assistiamo in Cina (o negli altri paesi in via di sviluppo) sia da imputare per un buon 50-60% a noi, intesi come sistema economico occidentale.
Molti concordano con me, così come molti fanno notare che la colpa è ascrivibile alla loro deregolamentazione, anzi non-regolamentazione. In entrambi i casi, la cui somma dei fattori fa il totale, cosa ne deduciamo?
Io deduco che ancora una volta si dimostra il mio assunto secondo il quale siamo tutt'altro che una civiltà matura. Ci comportiamo, ne più ne meno, di come ci comportavamo due secoli or sono agli albori del'era industriale. La differenza è che ora gli sfruttati non siamo noi.

Se fossimo una società evoluta saremmo sbarcati in Cina con un altro spirito, per lo meno carichi degli insegnamenti tratti dai nostri errori passati. Abbiamo forse chiesto alle fabbriche locali di dotarsi di impianti di controllo e riduzione delle emissioni nocive o di mettere in sicurezza i lavoratori? Absolutely no, ma scherziamo?! Così sarebbe salito il costo del prodotto e ciao convenienza. Sfruttiamoli finché non si lamentano, e intanto ripuliamo il nostro territorio dale scorie, perché il modo migliore per non inquinare è non produrre.
Ci siamo comportati come dei bambini quando non ci sono i genitori a teneri sotto controllo. Bell'esempio di maturità.

Per contro anche il governo cinese non si è fatto scrupoli, sacrificando ambiente e cittadini in nome della crescita economica. Eppure reperire le informazioni in merito ai rischi, ed alle soluzioni, non era difficile.

Da entrambe le parti abbiamo perso un'occasione e forse rovinato per sempre mezzo pianeta.
Governi, imprese e cittadini sono tutti parti di un sistema complesso, chiamato economia mondiale, e nessuno può essere esentato dalle responsabilità. I governi sono forse schiavi delle imprese che producono ricchezza, queste sono forse schiave del mercato, il quale è forse deciso dalle scelte consumistiche del cittadino, che forse subisce le pressioni e dei governi e delle imprese. Con quattro forse abbiamo costruito un bel serpente che si morde la coda. Ed i passaggi si potrebbero raffinare a volontà. Purtroppo non riconosciamo questa nostra appartenenza ad un sistema così complesso, ognuno ragiona sul suo piccolo orticello.

Ma è inutile prendersela. Non che non sia giusto o lecito, solo inutile. La natura del fatto non cambia e nemmeno possono le mie parole smuoverla troppo. In fondo avvisi ne erano stati dati. Pensate a quanti scrittori di fantascienza (non saranno degli esperti ma solitamente ci prendono, perché sono attenti osservatori) avevano descritto una situazione simile, di degrado sociale, ambientale e culturale. E sempre da loro capisco che ci vorrà ancora qualche secolo e
qualche forte catastrofe perché la società faccia quel salto verso la maturità. Mi spiace soltanto non potervi assistere.
postato da: karagounis78 alle ore 22:00 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 29 ottobre 2009
Le grandi interviste del Kara

Qualcuno ricorderà, spero con un briciolo di nostalgia, i tempi in cui ero io a postare sul forum del Folletto le interviste ai membri dei Figli del Vento.
Ebbene ora il ruolo si è invertito. Non diventerò una celebrità nel variegato mondo dei blog (spesso fa più ascolti chi pubblica foto di donnine discinte o parla di sesso), però mi son tolto una soddisfazione.

Sul sito La casa dei Sognatori è disponibile un'intervista fatta al sottoscritto blogger. Il Kara si racconta e racconta il suo angolo.

Ringrazio Giulia, curatrice unica della rubrica
A(t)tratti dalla Blogosfera, per avermi contattato e concesso questo sprazzo di visibilità. E come lei mette me in vetrina (o sulla gogna mediatica, vedremo) così io ricambio inserendo di diritto la sua rubrica fra i miei link consigliati.

Andate, leggete e commentate, mi raccomando.
postato da: karagounis78 alle ore 10:00 | Permalink | commenti (1)
categoria:
mercoledì, 28 ottobre 2009
Zuppa

La rete è troppo piena di informazioni. Se non si cercano dettagli precisi, solitamente di natura tecnica, si rischia di perdersi e confondersi tra chi dice una cosa e chi il suo esatto opposto. Quasi ogni tesi trova conferma o smentita, a seconda di cosa siete intenti a cercare. Argomenti caldi in questo senso sono quelli a carattere medico, malattie e loro sintomi, diete, consigli salutisti, e quelli a sfondo ambientale.

Sul primo tipo ci ho sbattuto la testa per venire a capo di un fastidio alla lingua, ma alla fine ho dovuto ricorrere al medico di base, senza peraltro risolvere molto. Certo è che, dati i sintomi che avevo, stando alla rete avrei potuto avere dall'allergia all'HIV.

Il secondo tipo invece, ho scoperto con mia sorpresa ieri, che rischia di spaventarmi non poco. Pare che il mio inconscio sia parecchio sensibile ad una vita condotta in luoghi che versano in condizioni di alto inquinamento. Mi fa paura in special modo l'inquinamento dell'acqua per uso domestico. Certo mi ero imbattuto in un articolo che andava proprio ad enfatizzare le situazioni peggiori. Per fortuna oggi ho trovato il rovescio della medaglia, un blog che parla della stessa area ma dandone un ritratto se non bucolico almeno vivibile, affascinante sotto certi aspetti. Ed il mio cuore ringrazia...

Il problema è che tutte le informazioni sono per lo più vere ma sono parziali. La realtà può sempre essere vista da molte angolazioni e solo un riscontro personale può dare la cerrtezza, o almeno fornirci le conferme alla nostra personale percezione delle cose.

postato da: karagounis78 alle ore 19:21 | Permalink | commenti
categoria:

Heracleum blog & web tools